Archivio mensile:Giugno 2026

MA CHE MUSICA… AD ALBIATE!

DA UN’ACCADEMIA MUSICO-VOCALE di più di CENT’ANNI FA a ALBIATE…

In un ricco ed interessante articolo del 2015 (che invitiamo a rileggere nella sua interezza nel Numero Unico per san Fermo, http://www.forumtools.biz/Comune_Albiate/upload/2015.pdf, alle pp. 16-20), il prof. Abbondio Mantegazza ricordava quanto avvenne ad Albiate il giorno di domenica 29 settembre 1918:
“… fu una Grande Giornata per la Patria. Il mattino, a Ponte Albiate, si celebra una Messa al campo, con più di tremila presenti tra cui ufficiali italiani e stranieri, comandante e soldati del presidio di Monza, i sindaci di Albiate e dei paesi limitrofi, soldati in licenza, mutilati; in seguito nello stabilimento Viganò viene scoperta una lapide a ricordo degli operai della fabbrica, morti in guerra eroicamente per la grandezza della patria, con applauditissimi discorsi accompagnati da canti patetici di un coro di giovinette ed uomini di Albiate, ed esecuzione dell’inno reale e della Marsigliese…
Il pomeriggio, nel salone dell’oratorio maschile ad Albiate, è premiata la signorina Giuseppina Viganò con una targa dorata per la sua beneficienza (n.d.r.: 620.000 lire, circa 948.819,66 euro di oggi!) a sostegno dell’ospedale di Carate Brianza; segue un ‘Accademia musico-vocalica a favore dell’Instituenda Opera Pia climatica Balneare per i figli dei richiamati di Albiate, Triuggio e Sovico: la somma raccolta è di L. 3.000 (circa 4.591,06 euro odierni)”.”
Di questa giornata è conservato in Archivio di Stato di Milano la bozza ed il manifesto definitivo della giornata, che ci consente di conoscere nel dettaglio cosa fu suonato, rappresentato e cantato in quella giornata, fra esibizioni della soprano Irma Viganò

(collaboratrice di Mascagni e Toscanini, alla quale il paese di Besana ha dedicato una mostra-ricordo nel 2009 http://www.operaclick.com/news/besana-brianza-ricorda-irma-vigan%C3%B2-celebre-soprano-degli-anni-20 e la cui voce si può riascoltare anche in rete, per esempio in https://www.youtube.com/watch?v=4X4hSpcMYkg),
due pezzi dalla Traviata e dalla Tosca del tenore Ravazzolo Alessandro (http://www.lavoceantica.it/Tenore/Ravazzolo%20Alessandro.htm),

ballate e danze spagnole (di Pablo De Sarasate, celebrato virtuoso del violino della seconda metà dell’’800) e Ballade et Polonaise di Henry de Vieuxtemps (per piano e violino – https://www.youtube.com/watch?v=MNdDzYCZSAc) a cura delle proff.sse Rina Colombo e Ada Colombo, performances di illusionisti come Cornelio Oguliny, monologhi e scherzo comico legato al personaggio di Tecoppa (personaggio del teatro dialettale milanese, così detto dal suo abituale intercalare Dio te coppa «Dio t’accoppi»), creazione di E. Ferravilla, da lui introdotto in molte commedie e imitato da altri attori.
Fra i nomi del “comitato d’onore” e del “comitato esecutivo” compaiono le maggiori autorità civili (sindaci di Albiate, Carate, Sovico, Triuggio e Verano) militari e religiose, oltre che industriali e maggiorenti del territorio. Fra gli altri l’onorevole Febo Borromeo D’Adda (https://www.culturagolgiredaelli.it/i-personaggi/gli-amministratori/gli-amministratori-2/febo-borromeo-dadda/#:~:text=Allievo%20dell’Accademia%20militare%20di,Nazionale%20orfani%20di%20guerra%20milanese) impegnato attivamente nelle azioni della Croce Rossa, deputato e poi senatore del Regno d’Italia.

Ecco i due documenti, l’uno in fase di bozza, l’altro andato in stampa:

AI DECENNI SUCCESSIVI (dal quaderno de “il Cittadino”, “Album di famiglia”)

Li riconoscete?

… A “THE HOBOS” – ANNI ’70 e ‘80

Riviviamo il racconto della vita di questa band direttamente dalle pagine in rete proposte dall’Albiatese SERGIO TADDEI, songwriter e musicista (http://www.musicmothertongue.com/pages/home.htm), di cui riportiamo sprazzi di narrazione:
http://www.musicmothertongue.com/pages/page020101.htm

LE ORIGINI
Questo è il leggendario ‘morone’, lo splendido albero di gelso radicato da almeno duecento anni nei pressi del confine fra Albiate e Carate Brianza in località… – chiamiamola ‘go there’ per dare una parvenza di segretezza e mistero -, alla cui ombra si formarono ufficialmente in due pomeriggi d’estate, con una chitarra classica che ancora nessuno sapeva suonare e con un fustino di detersivo e due flaconi di shampoo con del riso dentro usati a mo’ di… rhythm machines, gli Hobos.

Ancora non avevano tale nome, proposto loro in seguito da Marco M., il primo tastierista del gruppo, ma da quel momento e senza esitazione fu accolto con entusiasmo da tutti, poiché sintetizzava in un solo lemma quella che era l’anima randagia e sempre in cerca di risposte ai propri perché di giovani rabbiosi e insoddisfatti, desiderosi di contestare con la musica le stridenti contraddizioni di un mondo che era anche il loro ma che per causa dell’uomo, specialmente di alcuni ben noti uomini, sapeva fare già allora ben schifo…

THE HOBOS… al via
The Hobos è il gruppo storico dell’etichetta, formatosi attorno al 1978-79, che si è ufficialmente sciolto dopo dieci anni di avventure, di concerti, di concorsi e di peripezie varie… Band dalle sonorità diversificate… attingeva dall’area pop-rock soprattutto anglofona del decennio 75-85 e subiva il fascino delle armonizzazioni vocali dei Beatles, dei Queen, degli Everly Brothers (dunque una vera marea di suoni, generi e stili) e nei suoi testi proponeva per lo più il disagio giovanile e la conseguente rabbia verso l’ingiustizia dei canoni stabiliti e imposti da quelli che, entrando nel mondo ‘adulto’, quello cosiddetto ‘produttivo’ (e persino da quelli che l’avevano fatto appena prima di loro nonostante tutto quel polverone sollevato dal Sessantotto) se ne approfittavano via via, trattandolo come territorio da razziare e conquistare, da sfruttare il più possibile a proprio vantaggio e mai come una risorsa da condividere.
In pratica, quanto ancora avviene immutatamente oggi, senza che il loro messaggio, un messaggio in verità abbastanza comune anche in molte band famose degli anni ‘70 e ‘80, sia potuto passare….
A testimonianza del loro meteorico passaggio, di THE HOBOS rimangono soltanto alcuni provini registrati in maniera per lo meno… improponibile, nonché il ricordo di molti concerti e, come già accennato, di molte avventure condivise fra amici; le riprese di alcuni passaggi televisivi di concorsi fra band emergenti (o mai emerse) e poche copie di un 45 giri prodotto e stampato in proprio che doveva servire soprattutto come biglietto da visita o per ottenere una visibilità presso gli addetti ai lavori… in un tempo in cui cominciava appena ad attecchire il protocollo midi; internet era a sola disposizione del pentagono o per lo meno di pochi statunitensi… e invece del cd c’era il vinile, con la sua storia e il suo fascino, ma con la sua obsolescenza tecnologica già alle porte… e uno studio di registrazione medio ti chiedeva un forfait giornaliero di una milionata (di lire, ovviamente), a patto che gli assicurassi il lavoro per almeno due settimane o un mese perché ti desse retta…
Ma non direi che la band sia soltanto passata e basta…
CONTINUA A LEGGERE il racconto di Sergio Taddei in…
http://www.musicmothertongue.com/pages/page0201.htm

Ma chi erano i componenti di questo gruppo? Volete conoscere qualcosa di più sulla biografia (con foto d’epoca) di questi straordinari giovani albiatesi dediti alla musica a cavallo fra anni Settanta e Ottanta del secolo scorso?
Clicca su http://www.musicmothertongue.com/pages/page02.htm
Oppure su http://www.musicmothertongue.com/pages/home.htm, poi spostati in alto a sinistra e clicca su artists (photos & bios) e individua il soggetto della tua ricerca.

Queste erano alcune delle musiche per le vie di Albiate… ma nelle case cosa si cantava? Ecco una breve appendice su…”Le canzoni della nonna”!

Le canzoni della nonna…

Le poesie a memoria, proprio no… ma le canzoni della nonna e dei genitori ci sono rimaste impresse fra ricordi affettuosi, carezze, momenti gioiosi condivisi.
R. VALOTA, Musiche tradizionali in Brianza. Le registrazioni di Antonino Uccello (1959, 1961), Squilibri SRL, Roma 2011
M.A. SPREAFICO, Canti popolari della Brianza, IPL, Milano 1971

Ugin bèll
El so fradell;
urègia bèlla,
la sua surèlla;
la Gesa di fra,
el campanin.
Din! Din! Din! …
———————–
Lümaga, lümaghin,
cascia föra el to curnin;
Lümaga, lümagun,
cascia föra ‘l to curnun
ch’el to pa’ l’è ndā’ in presun
per ‘na grana de furmentun
———————–
Andarèm in guèra,
cunt el s-‘ciòpp in tèra,
cunt el s-‘ciòpp in spala,
tirarèm la bala,
tirarèm el canun
e farèm: pim pum!
Tròtt, tròtt, cavalòtt,
quel ch’è l’è su l’è un bel gagiòtt,
quel ch’è giù l’è un marturòtt,
tròtt, tròtt, cavalòtt
———————–
Caterina di curaj,
leva su che ‘l canta el gall;
canta el gall e la gajna,
leva sü che l’è mattina;
l’è mattina mattinà
leva sü che l’è fiuccā’;
l’è fiuccā’ in mèzz a l’era,
leva sü che l’è propri vera.
L’è rivā’ un carrucciùn,
gh’eva sü una signorina;
la gh’aveva sü i zibrètt
che faseven: tirlich tirlech
———————–
La crapa pelada la fa i turtèj,
ghe na dà minga ai so fradèj;
i so fradèj fan la laciada,
ghe na dan minga a la crapa pelada
Pin, pin, cavalin,
trè stèra de mulin,
pan pos, pan fresch,
tègn ti quest,
mi dam quest
———————–
Piőv, piőv,
la gajna la fa l’őv,
el galètt el curr de bass,
tütt i sciuri vann a spass,
van a spass in cumpagnia:
viva viva l’allegria
———————–
Sutt el punt de cipp e ciapp
gh’era là burlich burlach,
con la vesta verdesina;
imperadur chi l’induvina

Te ne ricordi almeno uno? Ne conosci altri?